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OSTRA LIRICHE: "LUNE E LACUNE"
Per ogni ascesa d'anima
che corona
in uno sventolar di vetta,
ne àbdicano schiere
che in picchiata
s'ammàinano in fretta.
OSTRA LIRICHE ED AFORISMI
"Saepe etiam stultus valde opportuna locutus est"
"..un pazzo ed un filosofo
discutevano di vita...
e gli uditori
non seppero più distinguerli"
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OSTRA LIRICHE: "IL Re Sùddito"
Quando l’eidos del cuore
impèra a corte,
la ratio si fa cortigiana,
il buonsenso vassallo...
le disfìde e gli epitaffi trionfano.
OSTRA LIRICHE: "Terra Nullius"
Non còlsi allora
lo schianto d’aquiloni sbrigliati
imbizzarriti dall’incoerenza delle correnti...
ed il presente or m’arguisce:
nel camposanto dei draghi volanti
s’è adagiato
mansueto
anche il filo aggrovigliato
dell’acrobata.
lo schianto d’aquiloni sbrigliati
imbizzarriti dall’incoerenza delle correnti...
ed il presente or m’arguisce:
nel camposanto dei draghi volanti
s’è adagiato
mansueto
anche il filo aggrovigliato
dell’acrobata.
OSTRA LIRICHE ED AFORISMI
"Turris eburnea"
"Discriminare il bene
con le leggi del tempo
è aggiungere un granello di presunzione
alla propria clessidra"
"Discriminare il bene
con le leggi del tempo
è aggiungere un granello di presunzione
alla propria clessidra"
OSTRA LIRICHE: Dileggio d'uno scudiero
Al sol apparir del suprem maestro
sbiancosse in vòlto
il ribel Falana da capestro.
Tuonò con voce grave il primo:
sbiancosse in vòlto
il ribel Falana da capestro.
Tuonò con voce grave il primo:
"Ordunque si ponga fine alla tenzone
ch'io n'abbia più a veder simil bailamme
e cotal villanzone;
che più non si contenda e nulla si conceda,
si depongan l'armi,
a prostrar in favor di chi tutto cheta".
Tenean i manigoldi per vergogna il capo chino
intenti a udir tremanti
ch'io n'abbia più a veder simil bailamme
e cotal villanzone;
che più non si contenda e nulla si conceda,
si depongan l'armi,
a prostrar in favor di chi tutto cheta".
Tenean i manigoldi per vergogna il capo chino
intenti a udir tremanti
il Venerabile divino
ch'accesa ogni pietate
fece lor giurar divotione
ch'accesa ogni pietate
fece lor giurar divotione
nonchè eterna fidelitate:
"Avendovi a sì servigio eletti
d'or in poi mai più dispiacer s'alletti,
e tu Falana
"Avendovi a sì servigio eletti
d'or in poi mai più dispiacer s'alletti,
e tu Falana
caporion d'inetti
per prìo di perenne servitute
contrìto genufletti".
Pentossi ancor con l'arme indosso
il goloson ammansìto fece fioretto:
"Giammai incaponir
di codesto insan periglio
e di simil bontade farò consiglio;
oh mio signor bodiese
d'animo e di còr cortese,
in desìo di promessa a voi m'abbandono
vita natural durante farò
di sorbetto dono
e con languor di palato intento
del sol ignudo còno
senza gittar lamento".
per prìo di perenne servitute
contrìto genufletti".
Pentossi ancor con l'arme indosso
il goloson ammansìto fece fioretto:
"Giammai incaponir
di codesto insan periglio
e di simil bontade farò consiglio;
oh mio signor bodiese
d'animo e di còr cortese,
in desìo di promessa a voi m'abbandono
vita natural durante farò
di sorbetto dono
e con languor di palato intento
del sol ignudo còno
senza gittar lamento".
Sulla tua stessa nuvola
Adoro le nubi brizzolate
mentre vanno ad ammassarsi
come elettrizzante sottile presagio
a dar vita ad un temporale d’agosto,
rincorrerle con lo sguardo
accavallato agli sguardi di chi amo
nel soffio in cui vanno a morire
alle soglie di un arcobaleno
..e poi con loro
tingermi di te.
mentre vanno ad ammassarsi
come elettrizzante sottile presagio
a dar vita ad un temporale d’agosto,
rincorrerle con lo sguardo
accavallato agli sguardi di chi amo
nel soffio in cui vanno a morire
alle soglie di un arcobaleno
..e poi con loro
tingermi di te.
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ostra liriche ed aforismi
"La differenza tra letteratura e giornalismo
consiste nel fatto che il giornalismo è illeggibile
e che la letteratura non viene letta".
Oscar Wilde 1854-1900
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"Giacigli"
S’avvinghia il cipiglio del pastore
al mulinare della fioccata dicembrina,
corazzare e consacrar posticcio
di suoli ammansìti e belar di greggi;
è un refolo grève il suo sospiro
che dal tàlamo in livrèa d’una reggia
si spande e riaffiora
in una notte estiva
di stelle cadenti troppo spicce
a picco
su strame di stoppia.
al mulinare della fioccata dicembrina,
corazzare e consacrar posticcio
di suoli ammansìti e belar di greggi;
è un refolo grève il suo sospiro
che dal tàlamo in livrèa d’una reggia
si spande e riaffiora
in una notte estiva
di stelle cadenti troppo spicce
a picco
su strame di stoppia.
ostra liriche ed aforismi
Fu un giorno fatale
quello nel quale il pubblico scoprì
che la penna è più potente del ciottolo,
e può diventare più dannosa di una sassata.
Oscar Wilde 1854-1900
[scrittore, poeta e drammaturgo]
Costo della guerra in Iraq
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"Vandalismi"
Pretendi di blandir
i patimenti d’una femmina gabbata,
con disegual mansuetudine di malie
al càrdine vìvido d’una dama astiosa,
e non t’accorgi
di patteggiar barbarie e brandir di daga
pel saccheggio de’ tuoi sènsi?
i patimenti d’una femmina gabbata,
con disegual mansuetudine di malie
al càrdine vìvido d’una dama astiosa,
e non t’accorgi
di patteggiar barbarie e brandir di daga
pel saccheggio de’ tuoi sènsi?
ostra liriche ed aforismi
"Quanto più senti d'esser uomo,
tanto più ti avvicini agli dei"
Johann Wolfgang Göethe
tanto più ti avvicini agli dei"
Johann Wolfgang Göethe
[1749 –1832 scrittore, poeta e drammaturgo]
"Natività riflessa"
Coglie,
l'origlio
sformato a ventosa sul tramezzo,
lo schioccar degli sbaciucchi
l'origlio
sformato a ventosa sul tramezzo,
lo schioccar degli sbaciucchi
impressi con gaudio sulle ganasce dei vicini,
e poi confuso
il cicaleccio di convenevoli, ciarle ed auspici,
a soverchiare la solennità delle nènie papali,
risate argentine,
ovazioni nei battimani
e poi confuso
il cicaleccio di convenevoli, ciarle ed auspici,
a soverchiare la solennità delle nènie papali,
risate argentine,
ovazioni nei battimani
alle pietanze della cuciniera pasciuta,
lo schiaffo brusco del sughero a scalfire il soffitto,
lo scontro stridulo dei calici
a sancìre aria di giubilo.
lo schiaffo brusco del sughero a scalfire il soffitto,
lo scontro stridulo dei calici
a sancìre aria di giubilo.
Sbeffeggio per il villano,
le dìspute bonarie
nelle "smazzate" patriarcali
ed il rimescolìo legnoso a frugar bottoni
dal sacco logoro delle tombolate
gongolanti ceci e spicci.
Desolate,
nel covo,
le matasse di fumo bigio s'inerpicano disordinate
tracciando il passo
alla cresta delle fiamme biforcute:
sprecata quella brace
per un asceta,
discepolo squassato di lesa dignità.
sprecata quella brace
per un asceta,
discepolo squassato di lesa dignità.
Auspicabile battere il tempo sul tempo
e catapultarsi inebetito
fino al giorno consacrato al battesimo
del vostro redentore.
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"Nell'orto di Giuda"
Come accidente
deraglia dal fosco presente,
fustigando pensieri da regina
cavalcioni
in sella alla saggìna.
in sella alla saggìna.
Nobile galoppata
fino alla frontiera,
fino alla frontiera,
bordùra spinata
invalicabile barriera,
invalicabile barriera,
solca cruda quell’orto,
capèstro d'un Giuda giovane
e già morto.
Quella mènte vigliacca
pròfuga e baldracca,
viaggia sciatta in terza classe
sui binari morti dell'impasse,
perseverando
immolata zimbella
a scucìr ancor patata
fior fior di gabella.
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ostra liriche ed aforismi
"Ci sono scrittori che riescono a esprimere
già in venti pagine, cose per cui talvolta
mi ci vogliono addirittura due righe"
mi ci vogliono addirittura due righe"
[Karl Kraus (1874-1936) saggista, poeta e aforista satirico]
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